Terzipaesaggi
Partendo da una emergenza condivisa da molti operatori culturali della città durante la campagna per la candidatura a Sindaco della Città di Ravenna di Alessandro Barattoni, riguardante la mancanza di spazi per la sperimentazione e le residenze relative a spettacolo dal vivo, progettualità transdisciplinari e relative alle arti visive e musicali, Rete Almagià Aps propone un progetto che, partito dalla sperimentazione di più di dieci anni di Appunti per un Terzo paesaggio, crea i presupposti per creare le condizioni e mettere a sistema spazi già esistenti (pubblici e privati) adatti ad accogliere progettualità sperimentali ed innovative, rispondendo a una necessità forte espressa nel nostro territorio da artisti e artiste visivi e performative spesso, ma non solo, giovani.
Questa mancanza non consente agli artist*di creare, attraverso la pratica del fare, la ricerca e la strutturazione dei prodotti artistici, attraverso presidi di studio, ricerca, formazione.
Ravenna è una città ad alta densità culturale, con un sistema formativo che accoglie e conduce molti giovani artiste e artiste a pratiche di grande qualità.
Come Rete Almagià crediamo, grazie a un’esperienza ventennale di coordinamento e lavoro comune di otto associazioni culturali afferenti a discipline diverse, di avere le competenze per facilitare una messa a sistema di spazi che vanno a valorizzare il meraviglioso patrimonio immateriale costituito dalla tessitura artistica e culturale della città e del territorio.
Rete Almagià già, in passato, ha consolidato un’esperienza fondante in questo ambito, maturata , oltre che all’interno di progetti dei singoli soci, da azioni dedicate in progetti quali Almagià Creative Hub, Percorsi Formativi per Giovani Creativi, in Appunti per un Terzo paesaggio e all’interno di Almagià Open Lab, il cartellone complessivo dei progetti di Rete Almagià.
Negli anni Rete Almagià ha messo a punto degli strumenti di lavoro, una sorta di tool kit che gli consente di sperimentare la messa a sistema degli spazi e delle relazioni tra territorio e artisti.
Rete Almagià ha già sperimentato, come prototipo di TerziPaesaggi nell’annualità 2024/25, una serie di spazi esterni a Rete Almagià, già stati coinvolti come spazi di residenza ( Studio 73, Museo Didattico del Territorio e area Tempus- ex consorzio agrario )
TerziPaesaggi nasce da questi tracciati e li amplia, rimodulando e amplificando all’intero ecosistema creativo e artistico di Ravenna, l’esperienza virtuosa di h(abita)t – Rete di spazi per la danza, iniziativa promossa dall’Associazione Culturale Danza Urbana in collaborazione con la Regione Emilia Romagna sulla città metropolitana di Bologna con focus esclusivo sull’arte coreutica, con l’intento di sviluppare sul territorio un sistema diffuso di spazi dedicati alla ricerca e alla produzione artistica per le compagnie professionali e giovani autori di danza dell’Emilia Romagna e la finalità di incrementare l’offerta di spettacoli e attività coreutiche nel territorio.
Come funziona l’esperienza virtuosa di h(abita)t
h(abita)t connette una rete informale un insieme di luoghi, che si aprono alle attività di ricerca e creazione delle compagnie del territorio, attraverso l’offerta di spazi di lavoro (sale teatrali e sale-prova, con o senza foresterie).
La rete riunisce otto soggetti, sia pubblici (Comune di Budrio, Unione dei Comuni Appennino Bolognese), sia privati (Spaziodanza MUVet, Associazione Culturale Crexida, Danza Urbana ETS, BACH – Leggere Strutture, Centro Mousikè, Sementerie Artistiche).
Gli spazi messi a disposizione sono quindici, situati in otto Comuni della città Metropolitana, dalla montagna alla pianura passando per il capoluogo: Bologna, Budrio, Crevalcore, Granarolo, Grizzana Morandi, Luminasio – Marzabotto, Monzuno, Vergato.
Alcuni spazi accolgono abitualmente i coreografi del territorio mentre altri hanno aperto per la prima volta ad attività di danza.
Le differenti tipologie di spazi – sale prova, sale teatrali, sale polifunzionali – possono rispondere alle diverse esigenze produttive delle compagnie, costituendo un sistema di spazi di lavoro diffuso sul territorio.
Il progetto ambisce ad estendere ulteriormente la rete di spazi, creando un “habitat” proficuo per lo sviluppo e la diffusione della danza.
Le difficoltà che le compagnie del territorio incontrano nella produzione e nella distribuzione delle loro creazioni non hanno finora consentito loro di intercettare e soddisfare in modo adeguato la domanda crescente.
Come rimodulare questo modello virtuoso al territorio ravennate?
Il prototipo TerziPaesaggi di Rete Almagià APS
TerziPaesaggi, con coordinamento e curatela di Selina Bassini e di Sabina Ghinassi, si muove in una tessitura all’interno di Appunti per un Terzo paesaggio che, sin dalla prima edizione, ha favorito e messo a sistema l’ecosistema culturale e artistico del territorio, attraverso una serie di progettualità multidisciplinari (mostre, conferenze, azioni di comunità, pratiche transdisciplinari, residenze, spettacoli, racconti, workshop, architettura e rigenerazione urbana), oltre a residenze creative sviluppate con artisti quali Giorgia Severi, Giacomo Gaudenzi, Paola Ponti, Alessandro Carboni ( Viva Dante 2020- Giunco e Festuca), Silvia Camporesi (SAROM), workshop in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti Statale di Ravenna ( gli artisti visivi Francesco Bocchini e Marco Pellizzola) con gruppi di giovani artisti, per fare qualche esempio recente, favorendo l’incontro di esperienze e sguardi diversi.
TerziPaesaggi mette a sistema luoghi già esistenti in città e periferia urbana ed extraurbana, pubblici e privati che, attraverso la partecipazione a una chiamata, possono ospitare residenze, prove e sperimentazioni nell’ambito delle arti visive, performative con un’attenzione specifica alle pratiche transdisciplinari ( quindi aperte a riflessioni e incursioni con scienza e nuove tecnologie), amplificando e favorendo la condivisione della ricchezza del sistema arte e cultura Ravenna.
Nel far questo TerziPaesaggi ottimizza le risorse, rigenerando gli spazi urbani e i centri decentrati, favorisce l’accesso di pubblici diversi e accoglie, in prospettiva inclusiva e valorizzante, le richieste di artisti/e e meno giovani, collettivi, associazioni informali attraverso candidature spontanee o call dedicate.
Le residenze ospitate, in una prospettiva di condivisione con la città, se superiori ai sette giorni, prevedono uno sharing finale della residenza con la comunità (se la sede ospitante è interessata), trasformando questi luoghi in presidi culturali.
Il progetto è aperto alle collaborazioni con il sistema dell’Alta formazione della Città (Università, Conservatorio, Accademia, Scuola di Alta Formazione Malagola) e intende favorire, in un ottica di servizio non esclusiva, la fascia più giovane di operatori che, usciti da percorsi approfonditi hanno necessità di provare e sperimentare un confronto espositivo o nell’ambito dello spettacolo dal vivo, mettendo a disposizione la nostra esperienza come Rete Almagià in prospettiva di passaggio e condivisione intergenerazionale.
